Con il rilascio del nuovo generatore di immagini 4o di ChatGPT, gli utenti hanno iniziato a usare questa tecnologia per trasformare immagini in fotogrammi in stile anime di Ghibli. Questo va però contro tutto ciò che lo studio e i suoi film rappresentano. A causa di questa nuova tecnologia, l’iconico stile di animazione, sviluppato dal visionario Hayao Miyazaki, è stato diluito in una semplice tendenza sui social media. Peggio ancora, i generatori di immagini AI vengono addestrati sui lavori di artisti reali spesso senza il loro permesso per creare imitazioni rapide e sbiadite di ciò che a persone e team ha richiesto mesi, se non anni, di duro lavoro.
In Si alza il vento, uno dei film di Miyazaki uscito nel 2013, c’è una scena di quattro secondi raffigurante una folla in movimento che ha richiesto esattamente un anno e tre mesi di lavoro agli animatori. I modelli di intelligenza artificiale prendono ore di filmati e il lavoro di altri per generare un’imitazione senz’anima in pochi secondi. Non è forse proprio il fatto che questi film siano frutto di amore e dedizione a renderli così belli? E, più in generale, l’AI può davvero “generare” un’opera artistica?
La presunta democratizzazione dell’arte
I difensori e gli investitori dell’IA affermano sempre che l’arte generata dall’intelligenza artificiale “democratizzerà l’arte”, rendendola accessibile a chiunque. Questo modo di vedere l’arte è estremamente fuorviante. Democratizzare qualcosa è sempre positivo. Per questo affermare che l’IA “democratizza l’arte” appare come una causa giusta e nobile. Tuttavia, l’arte non nasce dal privilegio né richiede un livello di ingresso specifico. Da Michelangelo a Pollock, da Charlie Chaplin a Stanley Kubrick, non esiste un unico modo per fare arte. Essa richiede una persona che si esprima liberamente e può assumere molte forme. L’arte, quindi, deve essere creata da un essere umano con un’intenzione specifica.
È disonesto affermare che l’arte non sia già “democratizzata”. Chiunque può fare arte, la parte difficile è creare qualcosa che piaccia agli altri. Tuttavia, errare humanum est. La grande arte non nasce mai dal nulla. È il frutto di giorni, mesi, anni di duro lavoro, errori e apprendimento da quegli errori. Le opere d’arte più grandi sono frutto di amore e dedizione, non di convenienza. Creare qualcosa che trivializzi tale sforzo non è solo anti-artistico, ma quasi disumano.
I pericoli delle immagini generate dall’IA
Il rischio del nuovo generatore di immagini di ChatGPT non è solo quello di creare arte senz’anima, spesso rubata ad altri. È anche quello di essere usato come strumento per frodi o peggio. Secondo un articolo di TechCrunch, alcuni utenti su X (precedentemente Twitter) hanno condiviso esempi di ricevute false, quasi perfette, generate dall’IA.
Questa tecnologia può facilmente essere manipolata da malintenzionati per truffare aziende e persone. Inoltre, secondo gli utenti, il nuovo modello di generazione di immagini è in grado di creare ritratti di persone quasi perfetti. Addio alle persone con sei dita: ora è molto più difficile distinguere se un’immagine sia reale o falsa. Questa tecnologia potrebbe facilmente essere sfruttata da chi vuole diffondere odio o disinformazione. Peggio ancora, potrebbe diventare uno strumento per creare false immagini pornografiche a scopo di vendetta, rovinando la vita delle persone.
Un portavoce di ChatGPT, quando gli è stato chiesto perché l’azienda abbia deciso di creare qualcosa di così facilmente sfruttabile da malintenzionati, ha dichiarato che l’obiettivo era “dare agli utenti quanta più libertà creativa possibile”. Tuttavia, è difficile vedere come i presunti benefici possano superare i rischi.
Il miglior amico della propaganda
Arte e propaganda vanno di pari passo fin dall’alba dell’umanità. Dall’Eneide di Virgilio a La fattoria degli animali di George Orwell. Il fatto che l’arte sia spesso un’espressione di idee o sentimenti la rende un potente strumento per scopi politici. Tuttavia, creare un’opera di propaganda richiede tempo e spesso emergono crepe nel messaggio a causa delle convinzioni personali dell’artista. Virgilio scrisse l’Eneide per elogiare e legittimare l’imperatore Augusto perché costretto a farlo. Ciò, però, non gli impedì di inserire sottili critiche nel testo. Durante la Guerra Fredda, la CIA sfruttò La fattoria degli animali come propaganda antisovietica. La storia, però, critica il totalitarismo nel suo complesso e può essere applicata a molte altre nazioni.
C’è sempre una sfumatura di verità nell’arte, anche quando è propaganda. I generatori di immagini IA, invece, sono privi di vita e di anima. Possono produrre una quantità immensa di immagini fuorvianti per plasmare la percezione delle persone come meglio si crede. Recentemente, l’account ufficiale della Casa Bianca su X ha pubblicato un’immagine generata dall’IA che raffigurava una donna deportata dall’ICE nello stile di Studio Ghibli. L’immagine è degradante e banalizza un problema reale negli Stati Uniti: le deportazioni di massa.
Con numerose segnalazioni dagli USA di cittadini interrogati ingiustamente dall’ICE per via del colore della loro pelle, immagini come questa sono estremamente dannose. Rappresentando un soldato bianco che arresta persone di colore in lacrime, la Casa Bianca sta implicitamente affermando di non vergognarsi delle sue tattiche brutali.
Fake news e la crescente sfiducia nelle istituzioni governative e negli esperti accademici hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni. È fondamentale continuare a lottare per la verità e rifiutare una tecnologia che avvantaggia solo miliardari e malintenzionati.
Per concludere con una citazione dello stesso Hayao Miyazaki, autore e regista di alcuni dei più celebri film dello Studio Ghibli, che ha sviluppato il suo stile d’animazione iconico dopo decenni di lavoro, l’arte generata dall’IA non è altro che “un insulto alla vita stessa”.